venerdì, 07 novembre 2008

Che serata


 di merda!


postato da: killbillication alle ore 01:08 | link | commenti (1)
categorie:
venerdì, 03 ottobre 2008

 PUNK


Punk può essere tutto e lo è


allo stesso tempo è niente e lo è


è il nostro punto di partenza e di arrivo


NO FUTURE


NO FUTURE


NO FUTURE


Se dobbiamo avere dei conti in sospeso, non è con il rock&roll ma con la storia europea. non è un problema di canzonette, anche se è difficile credere in qualcosa che sia più grande di un 33 giri.

PUNK NON E' UN GENERE MUSICALE.

Se comincia tramite la musica, se si manifesta nelle canzoni è solo perchè altri canali sono diventati impraticabili. Che forza d'impatto e che credibilità hanno negli anni '80 l'arte, la politica, la filosofia?

E la teologia?

PUNK NON GARANTISCE NIENTE ALLA VISTA

E' come l'abito che fa il monaco all'apparenza, ma tutti sapevano quando i monaci esistevano che "l'abito non fa il monaco" anche se serve per fare un monaco magari solo per distinguerlo dai laici.

PUNK NON E' UNA QUESTIONE ECONOMICA

Un disco non è punk perchè costa mille lire, anche se in questo momento un disco che costa mille lire è un disco punk perchè lo fanno solo i punk (se qualche istituzione regalasse sarebbe per questo punk?)

Fare i conti con la realtà pensando che sia solo questione di soldi gioca brutti scherzi nella ricchezza come nella miseria. Nonn perchè tutti adorano il denaro e si rovinano la vita disprezzarlo la salva.

PUNK NON E' UNA QUESTIONE POLITICO-IDEOLOGICA

anche se ha fatto dell'anarchia un credo ideologico per poter sopravvivere. L'ideologia anarchica, come quella comunista, ha fatto il suo tempo, anzi, rimanendo teoria e non riuscendo mai a trasformarsi in realtà ha dimostrato un difetto congenito: quello di perdere sempre.

L'ideologia comunista trasformata in socialismo reale ci ha reso due favori di cui non possiamo non essere non riconescenti: a) ha trasformato la condizione umana liberandone le potenzialità (che la maggior parte della gente non ne approfitti non ci riguarda, al momento); b) ci ha liberato dall'esigenza di fare la rivoluzione. Basta la loro, per tutti.

Il problema adesso è un altro, anche se non sappiamo bene quale.

PUNK NON E' UNA QUESTIONE RELIGIOSA

nemmeno in negativo

PUNK NON E' UN'AZIONE SOCIALE

anche se ne fa uso. Occupare le case sfitte a volte è giusto. Una casa non è buona perchè è occupata, ma per la gente che vi abita, occupante, affittuaria o padrona che sia.

Questo però non vuole essere un ritornello per gli sciocchi: non è questo non è quello non è questo non è quello non è questo non è quello.


IL PUNK E' MORTO! IL PUNK NON E' ANCORA NATO! LUNGA VITA AL PUNK!

postato da: killbillication alle ore 14:41 | link | commenti (1)
categorie:
lunedì, 18 agosto 2008

la vita è bella

Ho conosciuto una donna forte. E ne sono felice. Ogni tanto la ricordo e piango. Camminava grazie al supporto di due stampelle.Una gamba- mi raccontava- le era bruciata per via del vicino contatto col fuoco.E io ci credevo. Ora la chiamerei meningite, senza necessarie cure mediche.In quel tempo era molto frequente che succedesse. Nulle visite mediche, rimedi casalinghi. Dannosi, direi. Le mezze  verità addolcite  perché la pillola della vita fosse più digeribile e meno amara.


Lei era terribilmente agguerrita verso la vita. Un carro armato che si nascondeva sotto un handicap. Un terremoto che odiava la mia timidezza, nascosta dietro tendine che coprivano di un velo il mondo, che solo così  sembrava più a portata di mano.E in quei pomeriggi che scoprii il mondo dei libri. Lessi per primo un leopardi col suo pensiero melanconico insieme a  delle strane macchie rosse che scendevano giù dal mio corpo. Chiusa in bagno, chiamandola. Avevo 13 anni. Il giorno dopo fiori, fiori, fiori, auguri, baci. Ero entrata nel club. E lei c’era felice, non capivo perché. Adesso capisco i suoi sorrisi e le sue apprensioni. Bon Marley  col suo exodus girava a palla, insieme ad un Vasco con la copertina dallo sfondo rosso. Le mie prime cuffie, comprate da lei. Intanto mi allontanavo dalla scuola e dalla sua disciplina. Troppi perché sulle regole, in quello studio con i divani gialli in cui tutto era impeccabile e ben pulito, nascondevo sotto  la rivoluzione francese un certo kafka. Era il periodo delle metamorfosi mie e sue. Io nascondevo nascondendomi.  E lei se ne accorgeva, mai invasiva. Poi un giorno si ammalò. Mi raccontarono la stessa storia della gamba bruciata. Sempre lo stesso modo per alleviare la  crudezza della vita. E mentre pian  piano mi allontanarono da lei,  il ricordo di un pomeriggio mentre impugnavo la mia racchetta da tennis scappando via dal letto che la accudiva, restano indelebili :” Mirracomando a quello che fai!”.


Dopo quelle parole  Non l’ho più rivista.


Delle volte mi chiedo se fosse fiera di me ora.


Non lo saprò mai.


Il dubbio mi costringe a pensarla ogni tanto, e questo mi rassicura.

postato da: killbillication alle ore 03:56 | link | commenti
categorie:
domenica, 10 agosto 2008

Perché mai uno dovrebbe smettere di scrivere nel suo blog? Per mancanza di ispirazione? Pochi stimoli nella vita reale? Macchè! Qualcuno ipotizza la teoria delle mode…soprattutto di quelle che passano. Il blog come momentaneo stato d’animo gettato sugli altri, perché gli altri se ne interessino, e si interissino a te. Attirare, catture, "ehi io penso, quindi  sono!"






 Perché mai mi sono gettata su un blog in un periodo particolare della mia vita e ora lo ignoro, come quasi me ne vergognassi e lo allontanassi da ciò che ero? Perché ora sono, e già ieri ero. E le fasi della vita sono cosi fulminee e stratificate che quasi non me ne accorgo.






Perché non c’è mai un perché. E’ il solo processo della vita che intraprende il suo percorso. E ora ti avvicina ora ti allontana, una fisarmonica ambulante.






Non ci sono motivi astratti se ho smesso di scrivere, ma solo concreti.






Prima vivevo la vista degli altri, ora vivo la mia. Erano i personaggi dei miei film, dei miei libri. Ora faccio la regista e la scrittrice di me stessa.






Con permesso.








postato da: killbillication alle ore 02:04 | link | commenti (1)
categorie:
mercoledì, 28 maggio 2008

raccontare la realtà


" C'è un film bellissimo che vi consiglio di vedere, anche perchè in Italia ha avuto poca attenzione: Jarhead di Sam Mendes, lo stesso regista di American Beauty, e tratto dal libro di Anthony Swofford. Ebbene in questo film, che si svolge durante la prima guerra del Golfo, a un certo punto entra la musica dei Doors. E c'è un soldato che dice:" Ma questa era del Vietnam, non è la nostra canzone, noi dovremmo avere altre canzoni".


Roberto Saviano


postato da: killbillication alle ore 18:22 | link | commenti
categorie:
giovedì, 22 maggio 2008

una locusta tra miglioni di locuste

Ecco come una sola pagina, esattamente il capitolo nove, di un romanzo che non è considerato di certo il  capolavoro di John Fante, si trasforma in ciò che avresti voluto scrivere tu. Una capitolo che è una parentesi, che non è necessario all'interno del romanzo, ma che diventa il più forte dell'intera narrazione. Il più autentico vero e intimo. Come un sasso gettato in acqua, che forma raggi che si amplificano...come un pugno nello stomaco...








9.




Sono nato in un appartamento nel seminterrato di una fabbrica di maccheroni nella zona nord di Denver. Quando mio padre apprese che il suo terzo figlio era ancora un maschio, reagì nella stessa maniera di quando erano venuti al mondo i miei due fratelli: si ubriacò per tre giorni. Mia madre lo trovò nel retro di un bar che stava in fondo alla nostra strada e lo trascinò a casa. Al di là di questo, mio padre badò poco a me.




Una volta da piccolo mi misi fuori della finestra del bagno della casa di mia zia a guardare mia cugina Catherine che si pettinava i lunghi capelli rossi davanti allo specchio della toeletta. Era completamente nuda, tranne che per le scarpe coi tacchi di sua madre: una vera donna di otto anni. Non capii quella sensazione, l'estasi che mi ribolliva dentro, la confusione che fluiva in me per la bellezza elettrica di mia cugina. Rimasi lì e mi masturbai. Avevo cinque anni e il mondo assumeva una dimensione nuova e sconcertante. Ma ero anche un criminale. Per quattro anni, da allora, mi sentii un  criminale, un moccioso scansafatiche con le lentiggini, un imperscrutabile criminale, fino a che, sotto il peso della mia croce, mi trascinai a fare la mia prima confessione e dissi al prete la verità sulla mia vita bestiale. Mi assolse, e io buttai via quella pesante croce e uscii alla luce del sole, con l'anima nuovamente immacolata.




La nostra famiglia si trasferì a Boulder quando avevo sette anni e con i miei due fratelli andavo alla scuola del Sacro Cuore. Negli otto anni che seguirono ebbi buoni risultati a baseball, basket e football, e la mia vita non fu ingombrata dai libri o dalla cultura.




Mio padre, un imprenditore edile, per un po' ebbe successo a Boulder e mi mandò in un liceo di gesuiti. La maggior parte del tempo ero infelice. Avevo buoni voti, ma la disciplina mi irritava. Odiavo il collegio e desideravo essere a casa, ma i miei voti erano talmente buoni che dopo quattro anni mi iscrissi all'Università del Colorado.




Durante il secondo anno di università mi innamorai di una ragazza che  lavorava in un negozio di abbigliamento. Si chiamava Agnes, e io la volevo sposare. Si trasferì a North Platte, Nebraska, dove aveva trovato un lavoro migliore, e io lasciai l'università per starle vicino. Feci l'autostop da Boulder a North Platte e arrivai stanco, polveroso e trionfante nella pensione in cui viveva Agnes. Ci sedemmo sul dondolo della veranda. Lei non era contenta di vedermi.




"Io non voglio sposarti" disse. "Non voglio più vederti. Per questo sono qui, per non vederti più."




"Troverò un lavoro" insistevo. "Avremo una famiglia."




"Oh, in nome di Dio."




"Tu non vuoi una famiglia? Non ti piacciono i bambini?"




Scattò in piedi. "Vai a casa, Arturo. Per favore, vai a casa. Non pensare più a me. Torna a scuola. Impara qualcosa." Stava piangendo.




"So costruire muri di mattoni" dissi avvicinandomi a lei. Lei mi buttò le braccia al collo e mi stampò un bacio umido sulla guancia, poi mi respinse.




"Vai a casa. Arturo. Per favore." Entrò in casa e chiuse la porta.




Andai alla stazione e saltai su un treno merci diretto a Denver. Di lìpresi un altro treno merci per Boulder, diretto a casa. Il giorno seguente andai al lavoro; mio padre stava costruendo un muro.




"Ti devo parlare" dissi. Lui scese dall'impalcatura e andammo verso una pila di legname.




"Cosa c'è?" mi domandò.




"Ho lasciato l'università."




"Perché?"




"Non ci sono portato."




Storse la faccia con amarezza. "Adesso cosa farai?"




"Non lo so. Non ci ho pensato."




"Gesù, tu sei pazzo."




 




Diventai un vagabondo nella mia città. Andavo a zonzo. Trovai lavoro come aiuto giardiniere, ma era faticoso e lo lasciai. Poi pulii finestre. Ce la feci a stento. Girai tutta Boulder alla ricerca di un lavoro, ma le strade erano piene di giovani disoccupati. L'unico lavoro in città era distribuire giornali. Ti davano cinquanta centesimi al giorno. Lo rifiutai. Stavo a far tappezzeria nelle sale di biliardo. Mi tenevo lontano da casa. Mi vergognavo di mangiare quello che mio padre e mia madre procuravano. Aspettavo sempre che mio padre uscisse. Mia madre cercava di incoraggiarmi. Mi preparava ravioli e torta di noci.




"Non preoccuparti" diceva. "Aspetta e vedrai. Qualcosa succederà. E' nelle mie preghiere."




Andavo in biblioteca. Sfogliavo le riviste, guardavo le figure. Un giorno mi avvicinai agli scaffali dei libri e ne tirai fuori uno. Era "Winesburg, Ohio". Mi sedetti a un lungo tavolo di mogano e cominciai a leggere. All'improvviso il mio mondo si capovolse. Il cielo precipitò. Il libro mi inchiodava. Mi vennero le lacrime agli occhi. Il cuore mi batteva forte. Lessi fino a quando mi bruciarono gli occhi. Mi portai il libro a casa. Lessi un altro Anderson. Leggevo e leggevo, ed ero affranto e solo e innamorato di un libro, di molti libri, poi mi venne naturale, e mi sedetti lì, con una matita e un lungo blocco di carta, e cercai di scrivere, fino a che sentii di non poter più continuare perché le parole non mi sarebbero venute come ad Anderson, ma solamente come gocce di sangue dal mio cuore.




 




 




 




Sogni di Bunker Hill




John Fante




 






postato da: killbillication alle ore 12:56 | link | commenti (1)
categorie:
giovedì, 01 maggio 2008


Ci avete trovati... O Quasi...


In realtà ancora non esistiamo in Italia, ma è giunto il momento di fare conoscenza.


Siamo un canale satellitare e via cavo internazionale studiato per dare a Voi, il pubblico, la possibilità di creare e controllare i programmi mandati in onda in televisione. Siamo partiti nel 2005 negli Stati Uniti... e approderemo in Italia ad aprile su SKY.


http://current.com/it.htm


postato da: killbillication alle ore 23:28 | link | commenti
categorie:
venerdì, 18 aprile 2008



Solo l’essere amati, solo l’essere




voluti conta: non l’amare, non




il volere. Mio zio si è suicidato




perché aveva investito tutti i suoi




risparmi (trent’anni da elettricista




dentro una fabbrica di alimentari,




la Chiari & Forti di Silea, TV)




in un’operazione finanziaria




che acquisiva terreni in Romania.




(Il primo supermercato di Bucarest




è stato aperto dai soldi italiani).






Mio zio era sindacalista cattolico,




scapolo, in casa badava a mia nonna




(cioè sua madre), nella campagna veneta.




Spesso le tragedie in Veneto tendono al




patetico. Qualcuno si ricorda




di Giorgio Mendella? Quell’uomo brutto




che si vedeva di notte in tivù,




tra un canale di fighe e uno di tette?




Vendeva la Romania agli italiani,




trionfava nelle convention (Viareggio,




millenovecentonovantatre).




Ai suoi telespettatori notturni




prometteva di guadagnare molto.




Di recente è stato assolto dal reato




di associazione a delinquere. Gli




è stato considerato prescritto




il reato di truffa aggravata e




continuata. È stato condannato per




la bancarotta fraudolenta della




holding finanziaria Intermercato. È




latitante. Mio zio mi ha domandato




“se mi aiuti a scrostare via la ruggine”




dalla rete di recinzione. “Zio!




Non ti sembra ora di cambiarla? È




marcia!” Quando l’abbiamo ritrovato




nella Fiat Ritmo, è risultato chiaro




che non aveva più una lira per




cambiare né la rete né la vita.




(A proposito, sconsiglio chiunque




di suicidarsi con i gas di scarico:




la faccia ti diventa una bistecca




metà cotta e metà cruda, perché




il sangue tenta di scappare da




un corpo che sta morendo asfissiato,




e si raggruma tutto in una guancia,




calca dentro un occhio, lo fa scoppiare).




Mio zio è stato ucciso dalla tivù.




La televisione gli ha chiesto soldi,




lui le ha dato anche la vita. Perciò




io la capisco quella casalinga




che a cinquant’anni ha fatto la puttana




per pagare i debiti a Vanna Marchi e al




maestro di vita do Nascimiento




(la tivù ti dà i numeri del lotto,




sa come liberarti dal malocchio,




ma soprattutto riesce a farti andare




di notte a spompinare per le strade).




Capisco gli elettori del padrone




di mezza Italia, perché nella vita




l’unica cosa che conta è incappare




in qualcuno che voglia la tua vita.




Silvio Berlusconi mi vuole, mi ama,




mi fa sentire che ho anch’io qualche cosa




da dargli, che a lui risulta gradito!




La mafia, il Papa, la televisione,




la Ferrari, gli industriali del Nord,




la pubblicità, il campionato, il festival




di Sanremo si accaparrano me.




Il potere mi vuole! Vuole me!




Solo la vita spesso non mi vuole.




Non si vive se nessuno ti vuole.




Mi volete forse voi comunisti?




Mi volete forse voi democratici




di sinistra? Mi bramate con tutte




le vostre forze come mi dimostra




(con mille prove d’amore fedele)




di bramarmi il mio dolce Berlusconi?




Sono la Romania dopo la fine




dell’impero sovietico. È bellissimo




che arrivino finanziamenti esteri,




è commovente sentirsi contesi.




È luminoso, è nuovissimo questo




supermercato aperto nel mio cuore.






(




Tiziano Scarpa, Il capitalismo straniero, da Noi non siamo in vendita –A.V. – ed. Arcana)
postato da: killbillication alle ore 16:25 | link | commenti
categorie:
sabato, 12 aprile 2008




Di positivo c'è solo una cosa: la fine politica di


Clemente Mastella.Per il restosono le elezioni più


orribili che io abbia mai visto in Italia. Gli elettori


devono scegliere un blocco, quasi fosse una dittatura.


Chi vuole la gioventù, voti per Veltroni. E si becca come responsabile dell'informazione Marco Follini,


una persona che ha votato per tutte le porcherie


del governo Berlusconi, dalla Gasparri a tutte le leggi


ad personam del Cavaliere.Nonostante questo andrei


a votare, in disaccordo con beppe Grillo,e d'accordo


con Marco Travaglio voterei per Antonio Di Pietro.


Perchè Di Pietro è- incredibile ma vero- l'unico tra i


leader che chiede di applicare subito una sentenza


esecutiva della corte di giustizia europea del 31


gennaio scorso.E cosa diceva la sentenza? Chiede


 che rete4 vada finalmente sul satellite e che Europa7


possa trasmettere, dopo 9 anni di attesa di frequenze


aggiudicate mamai consegnate!




UPO GUMPEL-N-tv, Germania 

postato da: killbillication alle ore 18:57 | link | commenti (1)
categorie:
venerdì, 14 marzo 2008

anche il privato è storia

De Gregori diceva: “la storia siamo noi”. Io non ho mai vissuto così intensamente la Storia, tanto da ritrovarmela nel privato. Io vivevo il mio presente stop!, senza troppa memoria, la Storia mi faceva venire in mente i manuali e mi sembrava sempre tanto lontana. Finchè un giorno per puro caso mi imbatto in un saggio di Paolo Prodi sulla storia come disciplina. Ciò che mi era sembrato sino ad allora lontano improvvisamente si è svelato.Come un click. Le coordinate spazio-temporali sono importanti, mi son detta, guai a snobbarle, ma non bisognava restarne imprigionati. Finivano col diventare una noiosa lista di fatti senza calore. Invece la Storia deve essere intesa come una disciplina <..che studia genericamente il passato, ma il passato che è in noi, in funzione dell’oggi>. Ecco l’intuizione. La luce. Comprendere il presente attraverso il passato e il passato attraverso il presente. Mi guardavo intorno è non sapevo nulla di chi ero, da dove venivo, perché mia madre parlava in grecanico, e perché sentivo ripetere “mamma  li turchi”, perché “porta rudie”, perché mediterraneo, perché figli di annibale? Prima non mi interessava approfondire, era jurassiko farlo. Mancanza di identità, sbandamento, precarietà prima che economica di pensiero. -Non mi sono mai preoccupata di fare i conti con la Storia, perché non l’ho mai vissuta- mi ripetevo.








Ho sempre desiderato un giorno poter scrivere, diventare una professionista della parola. Ci ho anche provato malamente. E da questa avventura ho capito, che dietro alle notizie, ai fatti, c’è sempre un collegamento, una dimensione spazio-temporale che non va ignorata. Anzi sta alla base di un buon articolo, sia esso di cronaca, di costume, di politica, ect ect. Approfondire, ricercare scoprire, indagare. Tutto è legato in qualche modo a qualcos’altro.








Perché vi racconto questo? Perché ieri ho visto al  cinema  Persepolis e ho avuto la conferma che anche, e soprattutto  il privato è storia. Marjane Satrapi, la fumettista regista, ha fotografato la sua vita attraverso linee semplici e pochi elementi. Con un bianco e nero lineare, essenziale, sintetico. Ma cazzo pregno di grazia e passione. Il suo film di animazione mi ha fatto conoscere la storia dell’Iran. Così ho iniziato ad avere maggiori coordinate su una parte di mondo, quella medio-orientale che etichettavo solo come “musulmana e fondamentalista”. Sbagliavo!  C’era molto di più. Ho “conosciuto” attraverso Persepolis lo Scià Palhavi, l’imperatore che governava l’Iran con metodi dispotici. Amico degli Stati uniti, con una politica incentrata sulla difesa militare e su una modernizzazione filo occidentale. La condizione delle masse era peggiorata, però. Motivo per cui nacquero, tra il popolo, gruppi di opposizione mix tra rivoluzionari marxisti e fondamentalisti islamici, che crearono un movimento popolare che portò alla Repubblica Islamica di stampo teocratico guidata dall’ayatollah Khomeini, antioccidentale e antiamericano. Lo scià fuggì, ottenendo la protezione degli amici americani. Da questa situazione incerta ne approfittò l’Iraq che dichiarò guerra all’Iran. Saddam Hussein fù l’ artefice di tutto. Ma la guerra la perse nonostante avesse l’appoggio di mezza europa, unione sovietica , stati uniti, brasile e Cina.








Ora non continuo perché sarebbe noioso farlo, era solo un tentativo per farvi capire che attraverso un’arte come quella del cinema, ho conosciuto un mondo quello iraniano che prima semplicemente ignoravo. Ho rivisto Maryane in me, nella mia adolescenza, nelle mie difficoltà di donna. Si è trattato di intrecci. Di strane relazioni tra le cose, che fanno avvicinare una salentina post adolescente ad una fumettista iraniana. E’ la Storia,  senza la A maiuscola che diventa appassionate e rivelatrice. Come il personaggio tredicenne nel  romanzo Mio, Tuo dipinto magistralmente da  Erri De Luca:  "Neanche a me piacevano i tedeschi. Erano gli stessi che avevo cercato nei libri della storia infame, che si erano fatti ubriacare e rovinare da Hitler e nessuna sconfitta aveva potuto strappare loro quell'impazzimento di fierezza. Sconfitti erano gli altri che facevano i servi alle loro vacanze in un'isola del sud".






nb Un suggerimento, visto lo stato confusionale del post, andate a vedere Persepolis. Poi forse si capirà di più...spero!

postato da: killbillication alle ore 01:03 | link | commenti (2)
categorie:
mercoledì, 05 marzo 2008

-Baustelle-il liberismo ha i giorni contati

E’ difficile resistere al Mercato, amore mio

Di conseguenza andiamo in cerca

di rivoluzioni e vena artistica

Per questo le avanguardie erano ok,

almeno fino al ’66

Ma ormai la fine va da sé

E’ inevitabile

Anna pensa di soccombere al Mercato

Non lo sa perché si è laureata

Anni fa credeva nella lotta,

adesso sta paralizzata in strada

Finge di essere morta

Scrive con lo spray sui muri

che la catastrofe è inevitabile



Vede la fine in metropolitana,

nella puttana che le si siede a fianco

Nel tizio stanco

Nella sua borsa di Dior

Legge la Fine nei saccchi dei cinesi

Nei giorni spesi al centro commerciale

Nel sesso orale, nel suo non eccitarla più

Vede la Fine in me che vendo dischi

in questo modo orrendo

Vede i titoli di coda nella Casa e nella Libertà



E’ difficile resistere al Mercato, Anna lo sa

Un tempo aveva un sogno stupido:

un nucleo armato terroristico

Adesso è un corpo fragile

che sa d’essere morto e sogna l’Africa.

Strafatta, compone poesie sulla Catastrofe



Vede la fine in metropolitana,

nella puttana che le si siede a fianco

Nel tizio stanco

Nella sua borsa di Dior

Muore il Mercato per autoconsunzione

Non è peccato, e non è Marx & Engels.

E’ l’estinzione, è un ragazzino in agonia.

Vede la Fine in me che spendo soldi

e tempo in un Nintendo

dentro il bar della stazione

e da anni non la chiamo più.



postato da: killbillication alle ore 19:38 | link | commenti
categorie:
mercoledì, 27 febbraio 2008

Volevo riportare nel blog la risposta di Paolo Cognetti rilasciata in un’intervista pubblicata sul num.71 di Pulp Libri. Mi ha molto colpito quello che dice sul rapporto malattia/letteratura. Nell’articolo si parla del nuovo libro “una cosa piccola che sta per esplodere” edito da minimum fax. Racconti sul tema dell’ adolescenza molto intimisti e onesti e arrabbiati, come  d'altronde sono quei periodi per la maggiorparte di chi li vive senza leggerezza.


 



La protagonista di “pelleossa” è una ragazza anoressica.Quando non è confinata nei saggi clinici, questa patologia è spesso una sorta di tema accessorio, una sfumatura di patetico in narrazioni più o meno autobiografiche. Perchè un tema attuale come l’anoressia è quasi assente dalla letteratura vera?


 


…La letteratura, e l’arte in generale, si occupano spesso di rappresentare la morte, ma quasi mai la malattia. Perché la morte può essere eroica, drammatica, romantica, violenta, addirittura bella, ma la malattia no. Si diventa gialli e gonfi, e un malato ci ricorda tutto il tempo quanto il nostro mito di felicità- legato alla salute, alla bellezza  e alla gioventù- sia un mito inadeguato. La malatia è un tabù del nostro tempo, non credi?...



http://www.minimumfax.com/libro.asp?libroID=247



album che si sposa bene con i racconti di Cognetti: baustelle "amen", tre allegri ragazzi morti"la seconda rivoluzione sesuale..."


 

postato da: killbillication alle ore 15:58 | link | commenti
categorie:
domenica, 10 febbraio 2008




Non ! Rien de rien



Non ! Je ne regrette rien



Ni le bien qu'on m'a fait



Ni le mal tout ça m'est bien égal !



Non ! Rien de rien



Non ! Je ne regrette rien



C'est payé, balayé, oublié



Je me fous du passé !



Avec mes souvenirs

J'ai allumé le feu

Mes chagrins, mes plaisirs

Je n'ai plus besoin d'eux !

Balayées les amours

Et tous leurs trémolos

Balayés pour toujours

Je repars à zéro

Non ! Rien de rien

Non ! Je ne regrette rien

Ni le bien, qu'on m'a fait

Ni le mal, tout ça m'est bien égal !



Non ! Rien de rien

Non ! Je ne regrette rien

Car ma vie, car mes joies

Aujourd'hui, ça commence avec toi !














No niente di niente/ No non rimpiango nulla/ Nè il bene che mi hanno fatto/ nè il male.








 Mi va tutto bene ugualmente/ No niente di niente/ No non rimpiango nulla/ E' pagato, spazzato via, dimenticato/ Me ne frego del passato/ Con i miei ricordi/ ho acceso un fuoco/ I miei dispiaceri, i miei piaceri/ Non ho bisogno di essi.








 Ho spazzato via gli amori/ con tutti i loro tremolii/ spazzati via per sempre/ Riparto da zero/ No niente di niente/ No non rimpiango nulla/ Nè il bene che mi hanno fatto/ nè il male. Mi va tutto bene ugualmente/ No niente di niente/








 No non rimpiango nulla/ perchè la mia vita, perchè le mie gioie/ Oggi cominciano con te.








Locandina La vie en rose








Grande interpetazione di marion cottilard, meriterebbe un oscar! il film dimentica volutamente fasi importanti della vita della piaf, per concentrarsi accanitamente sulla personalità fragile e irrequieta della grande chansour francese. Ne esce un ritratto dell' artista tormentato e passionale, travolgente e irriverente, che come la sua canzone manifesto "Je ne regrette rien"  ha vissuto una  vita senza rimpianti. Una gran e intensa vita, e nel film la si "respira" tutta. Da vedere assolutamente.

postato da: killbillication alle ore 16:15 | link | commenti (7)
categorie:
mercoledì, 30 gennaio 2008

immagini...in movimento


 snipurl.com/1xhxv



el ateneo, buenos Aires

postato da: killbillication alle ore 02:20 | link | commenti (1)
categorie:
venerdì, 11 gennaio 2008

[...] Credo che l'uomo, per salvarsi, debba sperimentare l'angoscia della solitudine e dell'emarginazione. La solitudine, come scelta o come costrizione, è un aiuto: ti obbliga a crescere.








(da Fabrizio De andrè, Una goccia di splendore-Un'autobiografia per parole e immagini, a cura di Guido Harari, Rizzoli)









Come ti è venuto in mente di scrivere Spoon River Anthology?


Mentre facevo l'avvovato a Chicago e mi aggiravo nei tribunali e frequentavo la cosidetta società...giunsi alla conclusione che il banchiere, l'avvocato, il predicatore, le antitesi del bene e del male non erano diverse nella città e nel villaggio...Comincia a sognare di scrivere un libro su una città di campagna che avesse tanti fili e tanti tessuti  connetivi da diventare la storia del mondo intero.


Qual è il villaggio che hai ritratto, Lewistown o Petersburg?


Ho trascorso più o meno lo stesso numero di anni nei due villaggi. Ma a Lewistown ho visto la gente con occhi maturi e in circostanze che avevano acuito la mia osservazione. Petersburg era soltanto una fiera di campagna con molta gente, Lewistown era un microcosmo organizzato...E' stato il fiume Sangamon, non lo Spoon, a fornirmi lo spunto per  l'Antologia. Però 53 poesie sono ispirate a nomi della regione di Petersburg, 66 a nomi della regione del fiume Spoon...Le tombe che ho descritto sono di Petersburg, ma la collina è di Lewinstow.


Quanti personaggi hai descritto nel libro?


244. Ci sono 19 storie sviluppate in ritratti intrecciati. Ho trattato tutte le occupazioni umane consuete, tranne quelle del barbiere, del mugnaio, dello stradino, del sarto e del garagista (che sarebeb stato un anacronismo).


Quando hai cominciato a scriverlo, questo Spoon River?


il 10 maggio 1914 mia madre venen a trovarmi a Chicago...Chieccherando riandammo al passato di Lewistown e di Petersburg, rievocando personaggi e avvenimenti che mi ernao sfuggiti di mente...Una domenica, dopo averla accompagnata al treno, mentre suonava la campana della chiesa e la primavera era nell' aria, scrissi  La Collina e i ritratti di Fletcher McGee e Hod Putt...Mi venne quasi subito l'idea: perchè non fare così il libro che avevo immaginato nel 1906, in cui volevo rappresentare il macrocosmo descrivendo il microcosmo?


Quando e dove uscirono queste prime poesie?


Sulla rivista di William Marion Reedy, il Mirror di St. Louis. Uscirono il 29 maggio 1914, sotto lo pseudonimo di Webster Ford.


E le poesie successive?


dal 20 maggio 1914  al  5 gennaio 1915 inondai di epitaffi il Mirror...nell'estate erano già citati e parodiati in tutta l'America  ed erano già ariivati in Inghilterra...Scrivevo quando potevo, il sabato pomeriggio e la domenica. Gli argomenti, i personaggi, i drammi, mi venivano in mente più in fretta di quanto li potessi scrivere. Così presi l'abitudine di annotarmi le idee, o magari scrivere le poesie, sui rovesci delle buste, sui margini dei giornali, quando ero in tram o in tribunale o al ristorante.


Fino a quando hai conservato l'incognito?


Reedy pubblicò il mio vero nome nel numero del Mirror del 20 novembre.


E quando è uscito il volume?


Nell'Aprile  1915.


Come l'hanno preso quelli che hanno ispirato le poesie?


Come un rozzo attacco di un figlio slealedella comunità e cominciarono subito a identificare nei vari epitaffi persone viventi o che avevano vissuto lì attorno...A mia madre non piacque, a mio padre piacque moltissimo...


In realtà qual era la tua intenzione?


Di ridestare quella visione americana, quell'amore delal libertà che gli uomini migliori delal repubblica si sono sforzati di conquistare per noi e di tramandare nel tempo.



FERNANDA PIVANO 1971


FASCETTA DEL DISCO NON AL DENARO NON ALL'AMORE Nè AL CIELO DI FABRIZIO DE ANDRè , PRODUTTORI ASSOCIATI, MILANO, 1974


postato da: killbillication alle ore 14:44 | link | commenti (3)
categorie:
venerdì, 21 dicembre 2007

buone feste!

BUON NATALE
postato da: killbillication alle ore 16:48 | link | commenti (4)
categorie:
sabato, 15 dicembre 2007




Chesil Beach è il titolo dell’ultima fatica letteraria di Ian McEwan, il prolifico scrittore inglese, autore tra l’altro del blasonato “Espiazione”, da poco ripescato dalla settima arte nella trasposizione cinematografica con Keira Knightley.




Leggo in giro che si tratta non più di un avvenimento, ma di un capolavoro. Intravedo McEwan da Fazio su Rai3, mi convince, mi incuriosisce. Finisco col comprare il libro. La storia è quella di una coppia di sposi novelli che si confrontano con la propria sessualità, col fatto di non avercela una sessualità, di non averla ancora scoperta. Siamo nei primi anni 60, prima della cosiddetta rivoluzione sessuale. 130 pagine per descrivere una notte, la prima notte di nozze  di Florence e Edward, i due personaggi (gli unici) che di pagina in pagina l’autore ci fa conoscere sempre più in fondo, snodando la vicenda inizialmente molto patinata e edulcorata.




Il romanzo si fa leggere speditamente, la scrittura di McEwan è corposa e ben fatta, ricca di descrizioni mai fine a se stesse, linguaggio ricercato ma senza fatica. Non si hanno dubbi sul fatto che lo scrittore sappia fare bene il suo mestiere, questo romanzo ne è la prova. Ma un po’ di delusione, dopo averlo finito, si percepisce. Se lo avessi di fronte gli chiederei perché un libro con così poche pagine, una storia-idea molto ambiziosa finisce con il ripiegarsi su se stessa, in maniera così banale. Come quando a scuola i professori ripetono, riferendosi a qualche studente intelligente ma pigro: “Ha grosse potenzialità, ma non le usa”. Chesil Beach sembra quello studente.




Sospendere la storia d’amore dei due giovani così all’improvviso, perchè non andare  più in fondo? I primi capitoli sono  architettonicamente molto elaborati. proprio perché da una fotografia iniziale sciorinano e approfondiscono i caratteri dei personaggi, e tu stai a lì a leggere il perché di alcuni comportamenti, a leggere la vita complessa di ciascuno. Come di un sasso lanciato in acqua, quando  tutto attorno si creano delle piccole circonferenze che da un raggio piccolo diventano sempre più grandi e lontane. Ecco McEwan “lancia” Florence e Edward e poi ne descrive i piccoli cerchi/vite fino ad arrivare lontano lontano. Poi si interrompe, e qui secondo me è c’è  il limite del romanzo. Poteva essere più lungo, senza uno strappo così repentino. Edward e Florence diventano adulti di botto, in una sola notte. Una notte è sufficiente? Ho adorato Espiazione perché andava sino in fondo, bisogna avere sempre  la forza e il coraggio di andare sino in fondo.




 




Buona lettura.




postato da: killbillication alle ore 13:43 | link | commenti (1)
categorie:
venerdì, 23 novembre 2007

...Una notte me ne stavo a sedere sul letto nella mia stanza d'albergo, a Bunker Hill, nel cuore di Los Angeles. Era un momento importante della mia vita; dovevo prendere una decisione nei confronti dell'albergo, o pagavo o me ne andavo, così diceva il biglietto che la padrona mi aveva infilato sotto la porta. Era un bel problema, degno della massima attenzione. Lo risolsi spegnendo la luce e andandomene a letto...


John fante, Chiedi alla polvere

postato da: killbillication alle ore 14:37 | link | commenti (30)
categorie:
sabato, 27 ottobre 2007

deliri lisergici...

 CUT-UP  GYSIN  Drugstore cowboy


TANGERI    cyberpunk


INTERZONA


  NAKEDLUNCH  Cronenberg


K.Cobain  Chappaqua  Trilogia Nova


Beat generation


Senza nome


Quando dico che non ricordo di aver scritto Pasto Nudo naturalmente esagero e non bisogna dimenticare che la memoria è formata da varie aree. La droga è un analgesico, uccide anche la sofferenza e il piacere impliciti nella consapevolezza. Mentre la memoria che un tossicodipendente ha di fatti e avvenimenti può essere molto accurata e dettagliata, la sua memoria emotiva può essere scarna e, nel caso di una tossicodipendenza grave, vicina al grado affettivo zero.


Quando dico <oggi il virus della droga rappresenta il problema sanitario numero uno nel mondo> non mi riferisco soltanto ai concreti effetti negativi degli oppiacei sulla salute dell'individuio (che, nei casi di dosaggio controllato, possono essere minimi), ma anche all'isteria che l'uso della droga spesso suscita tra coloro che i mass media e i funzionari  della narcotici predispongono a reazioni isteriche.


Negli Stati Uniti il problema della droga nella sua forma attuale cominciò nel 1914 con lo Harrison Narcotics Act, la Legge sui Narcotici. Ora l'isteria antidroga si è diffusa in tutto il mondo e rappresenta ovunque una minaccia mortale per le libertà personali e per la corretta applicazione delle garanzie di legge. 


WILLIAM S.BURROUGHS


ottobre 1991



JOY DIVISION-INTERZONE Unknown Pleasures (Factory, 1979)


 

postato da: killbillication alle ore 00:52 | link | commenti (9)
categorie:
martedì, 16 ottobre 2007

...la Zona è la vita:attraversandola l'uomo si spezza o resiste...


STALKER (1979)


di ANDREI TARKOVSKIJ


tratto dal romanzo dei fratelli Strugatzki:


"Picnic sul ciglio della strada"


un capolavoro della letteratura russa fantascientifica


E' semplicistico definirlo un romanzo in cui si parla di alieni o extraterrestri


si parla del diverso, dell'altro


in una prospettiva pacifista non allarmista


La Zona descritta è qualcosa di molto più profondo di uno spazio fisico, è uno specchio riflesso della nostra Natura


uno specchio che amplifica ciò che è negativo o ciò che è positivo.


buona lettura...


postato da: killbillication alle ore 15:01 | link | commenti (7)
categorie:
mercoledì, 03 ottobre 2007

e la Cina sta a guardare...

birmania

PAUL REYNOLDS, BBC, GRAN BRETAGNA

"...I mezzi d'informazione cinesi hanno quasi ignorato la crisi birmana...Pechino non è particolarmente sensibile al tema dei diritti umani. La sua politica consiste nel difendere i propri interessi in tutto il mondo(e per farlo ha bisogno di grandi quantità di risorse naturali) e nel tenersi il più possibile fuori dalle crisi internazionali. La Cina ha un solo punto debole, i giochi olimpici che si terrano a Pechino nel 2008. Le olimpiadi vengono presentate come il simbolo della "pacifica ascesa " della Cina. Solo questo argomento può farla intervenire. Nel frattempo gli attivisti birmani possono solo sperare che presto uno degli altri fattori decisivi cambi improvvisamente le carte in tavola".


THE ECONOMIST, GRAN BRETAGNA

"...Il Governo di Pechino negli anni novanta non ha avuto scrupoli a rafforzare i rapporti con la Birmania fornendoli armi, come lanciarazzi multipli, caccia e mezzi per il trasporto di missili teleguidati.Gli analisti occidentali e quelli indiani temono che la Birmania rientri nella cosidetta politica cinese del "filo di perle", che mira a costruire una serie di basi navali nell'Oceano Indiano.Si dice che la Cina abbia creato basi strategiche in vari punti della costa...negli anni novanta i prodotti principali erano l'oppio e l'eroina...Secondo la ong americana Earth Righs international, le imprese cinesi oggi sono coinvolte in circa 40 progetti per la costruzione di centrali idroelettriche in Birmania  e in almeno 17 progetti per il trasporto di gas e petrolio...La Cina ha aiutato la giunta birmana anche a livello diplomatico, cercando per anni di evitare che il Consiglio di sicurezza dell'Onu se ne occupasse..."

postato da: killbillication alle ore 13:10 | link | commenti (4)
categorie:
venerdì, 28 settembre 2007

" IN FUGA"



in onda Venerdì 28 settembre 2007 alle 13.15

di Silvestro Montanaro



“In fuga” racconta la drammatica condizione del popolo birmano, oppresso da una delle più crudeli dittature militari del mondo e contro la quale in questi giorni è sceso in piazza.



Ogni fermento democratico è represso nel sangue, le minoranze etniche sterminate e utilizzate per i lavori forzati, mentre va avanti il saccheggio di tutte le risorse del paese, divenuto uno dei maggiori centri del traffico internazionale di droghe.







Complicità geopolitiche ed economiche internazionali hanno aiutato negli anni il perdurare di questo stato di oppressione. In tanti tentano la fuga verso le nazioni vicine, innanzitutto verso la Thailandia, ma il sogno di una vita migliore si infrange sotto i colpi di sfruttatori senza scrupolo.


NON Sò COME MA CERCATE DI RECUPERARE IL DOCUMENTARIO  IN RETE . NE VALE SUL SERIO LA PENA. NON CONOSCEVO LA SITUAZIONE DELLA BIRMANIA. DOPO AVER VISTO IL SERVIZIO SU RAI3 NE HO UNA PIù PRECISA IDEA. IDEA TRAGICA, DIREI. INFORMATEVI INFORMATEVI INFORMATEVI. MONTANARO è UN GRANDE GIORNALISTA, GIà CON SANTORO PRODUCEVA REPORTAGE EFFICACI E TOCCANTI. ps: se recuperate qualche video vi prego di metterlo in rete.


www.aiutaresenzaconfini.org


postato da: killbillication alle ore 14:13 | link | commenti
categorie:
martedì, 25 settembre 2007

quale stesura scegliere?

 


ECCO LA STORIA DI ARABELLA, FANCIULLA D’ANIMO SINCERO






CHE UN BRUTTO GIORNO SE NE FUGGì DI CASA CON UN FORESTIERO.






AFFRANTI PADRE E MADRE VIDERO LA FIGLIOLA




PARTIRE E ANDARSENE PER IL MONDO SOLA




E  SVAPORARE DIRETTA VERSO IL MARE




SENZA CONSENSO NE’ PROMESSA DI TORNARE




VERSO UN DESTINO DI MALATTIA E DI POVERTà




VERSO LA FAME E L’INFELICIà.




Non capita spesso che un romanzo sia allo stesso tempo così spietatamente reale pur facendo "sognare" sino alla penultima sua pagina. E’ quello che mi è capitato leggendo Espiazione di McEwan. E’ raro  leggere pagine così piene di coraggiosa senilità, tali  da avvicinarti ad una fase della vita  della  quale non si pensa o non si vuole pensare. Un finale decisamente spiazzante, nel quale la letteratura si mischia alla vita. Spesso i romanzi non sono “reali” ma solo “pura immaginazione”. McEwan  mischia le carte. Gioca, come pochi sanno fare. E vince.







PER LA FANCIULLA GIUNSE L’ALBA DEL GIORNO FORTUNATO




IN CUI ANDò SPOSA DEL SUO PRINCIPE ADORATO.




MA A SUE SPESE ARABELLA DOVETTE IMPARARE




CHE ANCHE IN AMORE  OCCORRE MEDITARE!




 E’ difficile seguire un filo logico del post se non si è letto il libro. Lungi da me raccontare la trama,  non è quello che mi interessa fare qui.Chi è Briony? E’ mai esistita? O è solo un rifugio letterario inscenato  per accontentare i lettori? E’ bello quando un autore ha così potere sulle sue creature. E’ bello pensare che i fili si intrecciano. Reale e finzione, dove finisce l’uno e inizia l’altro. La nostra società si alimenta di questo connubio.









ECCO, INIZIA L’AMORE, IL DOLORE SVANISCE.


ADDIO, DOLCI AMICI, IL SOLE MUORE E IL GIORNO FINISCE!




Credo che il potere della letteratura sia enorme.Come le sue innumerevoli potenzialità Jane Austen aveva già scritto qualcosa del genre con un romanzo del 1820 L'abbazia di Northanger, di cui McEwan non si dimentica e da cui forse prende ispirazione..<…Fai scendere sulla vicenda la nebbia dell’immaginazione! Non è a questo che servono i romanzi?...>




 Mi deluderà  il film, credo.

postato da: killbillication alle ore 21:46 | link | commenti (3)
categorie:
lunedì, 17 settembre 2007

pillole...

Ascolto Susheela Raman.Susheela Raman La cantante inglese di origine indiana che ha ricantato grandi classici del rock (da Lennon, Redd ad Hendrix, Dylan) ricavandone un'interpretazione molto "black/world" davvero suggestiva. Melodie rilassanti e sofisticate. Odore di multiculturalismo. Con una voce così potente poi il risultato musicale è ancora più intrigante. Ho amato molto il suo primo album "Salt Rain"(2001) molto diverso da quest'ultimo lavoro. Più veloce grazie ad un ottimo utilizzo delle percussioni ma allo stesso tempo "gentile", mai invadente. Grande artista, grande interprete, grande animo. Da non perdere live.


www.susheelaraman.com





(continua...)

postato da: killbillication alle ore 13:03 | link | commenti (3)
categorie:
lunedì, 10 settembre 2007

la vacanza piovosa/alternativa

HPIM1143








HPIM1277HPIM1195HPIM1322




HPIM1214

postato da: killbillication alle ore 13:21 | link | commenti (4)
categorie:
martedì, 28 agosto 2007

vado a rilassarmi lontano da qui...con permesso

 



Immagine 076

postato da: killbillication alle ore 14:21 | link | commenti (4)
categorie:
mercoledì, 22 agosto 2007

aspettando il 21 settembre...

postato da: killbillication alle ore 10:44 | link | commenti (2)
categorie:
lunedì, 20 agosto 2007


Vanno

vengono

ogni tanto si fermano

e quando si fermano

sono nere come il corvo

sembra che ti guardano con malocchio



Certe volte sono bianche

e corrono

e prendono la forma dell’airone

o della pecora

o di qualche altra bestia

ma questo lo vedono meglio i bambini

che giocano a corrergli dietro per tanti metri



Certe volte ti avvisano con rumore

prima di arrivare

e la terra si trema

e gli animali si stanno zitti

certe volte ti avvisano con rumore



Vanno

vengono

ritornano

e magari si fermano tanti giorni

che non vedi più il sole e le stelle

e ti sembra di non conoscere più

il posto dove stai



Vanno

vengono

per una vera

mille sono finte

e si mettono li tra noi e il cielo

per lasciarci soltanto una voglia di pioggia.






postato da: killbillication alle ore 18:00 | link | commenti
categorie:
venerdì, 10 agosto 2007

grazie a carnefrisca...

che ve ne pare di un festival "antipizzica" o "alternativpizzica"?
postato da: killbillication alle ore 02:20 | link | commenti (5)
categorie:
domenica, 05 agosto 2007

IL MATRIMONIO DELLA MIA AMICA MONICA




“MOJO PIN”




L’ansia si pregusta da tempo, da oltre un mese. Cosa indossare, con cosa abbinarlo,come truccarsi (truccarsi io?),cosa mangiare, c’è il risotto tra i primi piatti?. L’abito necessita di quantaabbronzatura per poterne esaltare i colori?; i centimetri del tacco (maledetti!), le prove per starci in piedi senza cadere; lo smalto rosso fuoco o rosa perlato; delicata o donna fatal?; argento tutta agghindata o dorata  raggiante?.








Triste penso ad un amica che va via. Monica si sposa.  Malinconia durante tutto il giorno. Mi alzo dal tavolo, il tris di pesce attende.  Ho voglia di una sigaretta. La fumo con gusto. Cambiamenti in corso. Fotografie nella mia testa, episodi frammentari che si rincorrono. Getto la marlboro, sono felice di averla fumata, anche se odio fumare.




images3








“GRACE”




In Chiesa, durante i  matrimoni, la gente si emoziona. Ormai è quasi una regola, alla quale non si sfugge. Stamattina il rito si ripete. Anch’io mi emoziono, e non capisco perché. Vedrò Monica ogni volta che ne avrò voglia, la chiamerò, la andrò a trovare, passerò le vacanze estive con lei. Gli occhi si inumidiscono. Penso a quanto siamo diverse e a quante cose ci dividono. Penso al dolore di spalla che incombe. Ritorno in me. Gli  occhi brillano solo di verde fuoco (il mio). Il rischio colata mascara è evitato.











“LAST GOODBYE”




“Nel cuore del Salento, all’ombra di un uliveto secolare”così recita la brochure dell’agriturismo vicino Lecce. Qui si mangia bene. Adoro mangiare bene. Mi fa sentire in armonia.








Il ristorante mi fa venir voglia di mangiare. Alcuni di solito me la fanno passare. Mangio con gusto. Adoro il pesce, meno la carne che evito. Un primitivo aiuta a mandar giù i buoni sapori dei piatti forti. Il sorbetto provoca violenti episodi da toilette. La sigaretta non aiuta a migliorare la situazione già altamente compromessa. La frutta è calda. Viene servita fuori nell'altrio alberoso, ci son 40 gradi all’ombra. Mi sdraio vicino piscina, mi gusto lo champagne. La gamba tira, dannata lombosciatalgia!











“LILAC WINE”




Che caldo! Aspettare la sposa. Perché poi? Alcune tradizioni andrebbero abolite. Avanza sempre qualcosa da lasciare agli sposi, se è questo il motivo per cui aspettarli. Avanza sempre qualcosa  nei matrimoni, anche per i cani a casa.








Acqua cerchiamo l’acqua. Almeno quella la offrono. Guardo boccheggiare i camerieri in divisa di lana, o qualche tessuto simile. Poveretti, oggi il buffet li ammazzerà. Ma sembrano felici, sorridono sempre. Percepiranno una percentuale extra, penso.

postato da: killbillication alle ore 18:54 | link | commenti (2)
categorie:

Chi sono

Utente: killbillication
Nome: KillaBillaPalla

Commenti recenti

Alecon in Che serata di m...
Alecon in una locusta tra migl...
Alecon in  PUNKPunk pu&og...

Archivio

oggi
--- 2008 ---
--- 2007 ---
--- 2006 ---
--- 2005 ---

Categorie

Links

L' ImPAZiente
ORG- Coolclub
ORG-Kantieri
Paz
Atletico Wonder Goof
Beppe Grillo
BLACKMAILMAG
BLOG- CarneFrisca
BLOG- Chinaski
BLOG-Adonis
BLOG-Cinemavistodame
BLOG-DamAgeD
BLOG-FILIPPiAKOS
BLOG-lilith
BLOG-Rocktime
BLOG-Ruckert
BLOG.gnorumaru
cartescoperte blog
DJ- PostmanUltrachic
DJ-Sgt.Pepe
DJ-Skaccomatto
DJ-SonicTheTonic
hardboiled
I sOTTERRANEI
Klarka
Kosmik
Kumenei
LinoDeMatteis
Livio Romano
n i k o c a r o n e . i t
Namyra
OtrantoDiversa
SABINA GUZZANTI
Siffiero
sotterranei-copertino
STUDIODAVOLI
TRIA
Werewolf
Zanca

Partecipano

Foto recenti

Bottoni


Contatore

visitato *loading* volte
body { margin: 0; } #front { display: block; background: url(Default.png) no-repeat; position: absolute; top: 0px; left: 0px; width: 300px; height: 180px; } #back { display: none; background: url(Back.png) no-repeat; position: absolute; top: 0px; left: 0px; width: 300px; height: 180px; } #contents { position: absolute; top: 9px; left: 8px; width: 250px; height: 149px; overflow: hidden; } #options { position:absolute; text-align: left; font-family: Helvetica; font-size: 12px; line-height:12px; top: 62px; width: 229px; left: 28px; } #sportmonkey { background:url(logo.png); cursor:pointer; width:185px; position:absolute; height:35px; top:128px; left:23px; } #myScrollBar { position: absolute; top: 9px; left: 260px; width: 18px; height: 149px; display: block; } #infoButton { position:absolute; bottom:5px; right:5px; width:13px; height:13px; } #doneButton { position:absolute; top:135px; left:229px; } .row { position: relative; width: 250px; height: 52px; } .image { float: left; font-size: 9px; color: #fff; background: url() no-repeat top left; padding: 0px; border: none; width: 60px; height: 45px; padding: 2px; margin-right: 3px; margin-bottom: 3px; } .image:hover { padding: 1px; border: 1px solid #111; } .date { margin-top: 2px; float: right; font: 9px "Lucida Grande"; color: #333; width: 85px; height: 12px; overflow: hidden; text-align: right; text-overflow: ellipsis; white-space: nowrap; display: block; } .credits { font: 10px "Lucida Grande"; color: #800; width: 95px; line-height: 14px; height: 15px; font-style:italic; padding-right:5px; overflow: hidden; text-align: left; text-overflow: ellipsis; white-space: nowrap; display: block; } .credits:hover { text-decoration: underline; cursor: pointer; } .tags { margin-top: 3px; font: 9px "Lucida Grande"; color: #800; width: 185px; line-height: 12px; height: 13px; overflow: hidden; text-align: left; text-overflow: ellipsis; white-space: nowrap; display: block; } .tag:hover { text-decoration: underline; cursor: pointer; } .title { font: 10px "Lucida Grande"; border-bottom: 1px solid #500; color: #000; width: 185px; height: 14px; overflow: hidden; text-overflow: ellipsis; white-space: nowrap; display: block; } .title:hover { text-decoration: underline; cursor: pointer; } #ohnoes { position: absolute; top: 65px; left: 50px; width: 200px; overflow: hidden; text-align: center; font: 14px "Lucida Grande"; font-weight: bold; color: red; display: none; }